Cosa visitare a San Gimignano e dove dormire

San Gimignano
Uno dei più caratteristici e affascinanti borghi medievali toscani: San Gimignano, patrimonio dell’Unesco, è un paese rimasto quasi intatto dalla fine del trecento ad oggi, come si può ben constatare dai dipinti dell’epoca (come ad esempio la tavola di Taddeo Bartolo, al Museo civico di San Gimignano). Per la bellezza dell’architettura, per il fascino dell’atmosfera del borgo, per gli straordinari paesaggi della campagne circostanti e per il vino qui prodotto (con relative degustazioni), San Gimignano è uno dei luoghi in Toscana più visitati, e non solo dai turisti stranieri o di altre regioni, ma anche dai toscani stessi, che vi trascorrono volentieri giornate di festa e gite fuori porta.
Dove dormire a San Gimignano e dintorni: agriturismi e case vacanze
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San Gimignano e dintorni: idee per un itinerario
San Gimignano ha due momenti in particolare in cui il paese mostra tutto il suo fascino: il tramonto, come tutti i luoghi dove si può godere di un bel panorama, e la mattina presto, come la maggior parte dei borghi di impianto medievale, periodo in cui l’architettura era particolarmente attenta a valorizzare al massimo la luce, soprattutto all’interno degli edifici religiosi.
Vi consiglio quindi di parcheggiare nel Piazzale Dei Martiri di Montemaggio (qui il link alla mappa di San Gimignano), vicino alla Porta San Giovanni, che poi attraverserete a piedi per entrare nel borgo: dopo 200 metri, sulla via omonima, si è in centro, ovvero alla confluenza delle tre piazze delle Erbe, del Duomo e della Cisterna, circondata dalle celebri case torri medievali. Per un panorama davvero suggestivo vi consiglio di salire alla rocca di Montestaffoli, in via Quercecchio.
Per quanto riguarda le degustazioni, il consiglio principale è di non entrare nel primo posto che incontrate: da non perdere è assolutamente il Museo della Vernaccia: un’esperienza di gusto ma anche conoscitiva di un vino tipico. L’approccio è didattico, ma anche suggestivo, completato da un accogliente wine bar. Altri luoghi notevoli sono La Pizzicheria di Mauro e Marina (chiuso il martedì), L’Enoteca Gustavo (chiuso il martedì) e la più volte premiata Gelateria di Piazza, i cui gusti variano a seconda della stagione.
Per quanto riguarda gli acquisti a San Gimignano troverete il bello e l’orrido. Nel senso: c’è tanto artigianato locale, vero e autentico, e anche tanti negozi di paccottaglia. Ma se prestate attenzione non vi sarà difficile distinguere l’uno dall’altro. Se invece siete a San Gimignano il giovedì mattina, vi consiglio di fare un salto al mercato (proprio nel centro di San Gimignano).
Per la cena il cosngilio ricade senz’altro sull’Osteria Del Carcere (chiuso il mercoledì e giovedì a pranzo), raggiungibile da Piazza della Cisterna: offre a prezzi contenuti ottimi e sostanziosi piatti senesi.
Cosa visitare a San Gimignano: le case torri, il Museo Civico e la Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea
Le case torri sono uno degli elementi caratterizzanti di questo borgo. Delle settanta del medioevo, oggi ne sono rimaste 13: anche grazie ad esse San Gimignano ha conservato tutto il suo fascino architettonico di un passato suggestivo. Per coloro che volessero rinfrescare le rimembranze scolastiche, ricordo che le case torri non erano solo un elemento di prestigio (nota era la corsa ad avere case torri sempre più alte) ma avevano anche ben più radicati motivi pratici. Il primo è senza dubbio quello difensivo. Le case torri, collegate tra loro da ponti, erano un sistema assai sicuro di passare da una casa torre ad un’altra amica senza dover affrontare la strada, spesso frequentata da persone poco raccomandabili o con le quali si potevano avere conti in sospeso, quali faide familiari o di potere.
Un altro motivo della loro diffusione, pare che fosse legato al mondo dell’industria tessile. In questi ambienti, infatti, venivano usati coloranti a base di zafferano. Per fissare bene il colore si doveva tenere le stoffe al riparo dalla polvere e dal sole: non disponendo di spazi idonei per stendere i tessuti si costruirono case sempre più alte.
Porta San Giovanni. Se avete seguito il mio suggerimento, è da questa porta che siete entrati. Vale la pena spenderci due parole. Essa è stata aperta nel 1262 nella cerchia muraria e immette nell’omonima via che segna l’inizio del tratto urbano della Via Francigena (la via che Canterbury portava a Roma: un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma). Come noterete, essa è fiancheggiata da case-torri, chiese, fondachi e ospizi.
Piazza della Cisterna. Di impianto triangolare, deve il suo nome, come appare evidente, alla cisterna medievale del 1287 posta al suo centro. La piazza è incorniciata da case-torri e palazzi il cui fascino è rimasto quasi intatto nel tempo. Mi riferisco, nello specifico, a Casa Salvestrini, a Palazzo Tortoli e Palazzo dei Cortesi.
Tra le cose da vedere c’è senz’altro la Chiesa di Sant’Agostino. Nei pressi di Porta San Matteo, essa è di forme romanico – gotiche: al suo interno custodisce un capolavoro di Piero Pollaiolo (Incoronazione della Vergine, sull’altare maggiore); altra meraviglia è il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli sulla Vita di Sant’Agostino, che decora le pareti del coro. Infine, vicino all’ingresso, un altare di marmo di Benedetto da Maiano orna la cappella di San Bartolo.
Palazzo Comunale, Pinacoteca e Torre Grossa. Costruito e ampliato tra il 1288 e il 1323, il Palazzo Comunale è un altro capolavoro di architettura tardo medievale. Il Palazzo è sovrastato da una torre panoramica (Torre Grossa, appunto), alta 54 metri: essa è visitabile dal Museo Civico. Il suo aspetto imponente, rude, dalla funzione militare inequivocabile, sorprende per la sensazione di robustezza. Simbolo civico e del potere laico, essa domina tutto il paese e la campagna circostante.
Attraverso una scala esterno del palazzo si giunge al Museo Civico (dove soggiornò, per un periodo, anche Dante): in essa risplende la Maestà di Lippo Memmi, il Crocifisso di Coppo di Marcovaldo, i tondi con l’Annunciazione di Filippino Lippi, oltre ad una delle ultime opere del Pintoricchio. Opere di indubbio spessore del periodo tardo medievale e rinascimentale maturo dell’arte toscana e del centro Italia.
Piazza del Duomo. La bella collegiata di Santa Maria Assunta, costruita nel XII secolo, è caratterizzata da una scalinata e una spoglia facciata al suo esterno, e da tre navate al suo interno. In essa sono conservati una serie di capolavori, quali: il Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli, le statue lignee di Jacopo della Quercia, gli affreschi di Lippo e Federico Memmi (Storie del Nuovo Testamento) e scene tratte dall’Antico Testamento ad opera di Bartolo di Fredi.
La Cappella di Santa Fina, infine, è un capolavoro di architettura rinascimentale di Giuliano e Benedetto Da Maiano. Nelle parete laterali troverete anche degli affreschi di Domenico Ghirlandaio: in esse si narrano le vicende della santa. San Gregorio annuncia a Santa Fina una morte liberatoria, impartendole la Sacra Unzione. Il topolino sotto la panca ricorda il martirio di Fina, condannata ad essere divorata dai topi e dai vermi. Il martirio e la sua crudeltà vengono qui rappresentati dal pittore in maniera simbolica, preferendo alla crudezza dei particolari una rappresentazione costruita sulla serenità e la luminosità, dando quindi rilievo alla santità nei suoi aspetti spirituali e consegnando il compito di ricordare gli aspetti morbosamente fisici della tortura ad un simbolo edulcorato: il topolino sotto la panca, appunto.
Spezieria di Santa Fina, Museo Archeologico, Gallerie d’arte Moderna e Contemporanea. Tutti questi luoghi di interesse culturale sono conservati nell’ex-conservatorio di Santa Chiara- ospedale istituito subito dopo la morte della Santa (1253). esso si trova in Via Folgore 11 (orario di apertura e chiusura: 11-17,30. Giorno di chiusura: 31 Gennaio). Nello specifico, visitando il complesso, vedrete: La Spezieria di Santa Fina, che presenta una collezione di contenitori in ceramica di periodo rinascimentale provenienti dall’omonimo spedale; il Museo Archeologico, che espone reperti etruschi, romani e medievali (soprattutto vetri e ceramiche); la Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea, curata dal famoso critico d’arte Enrico Crispolti ed espone, tra le altre, anche opere di Guttuso.





