Teatro: Angelo Celestini a Barberino del Mugello

Mercoledì 4 febbraio alle 21.00 il Teatro Comunale Corsini di Barberino di Mugello ospita ASCANIO CELESTINI una delle figure più eclettiche e di maggiore spessore della scena italiana.

Teatro Comunale Corsini – Barberino di Mugello

mercoledì 4 febbraio ore 21.00

Fabbrica – Teatro Stabile dell’Umbria

in collaborazione con Fandango e l’Associazione centenario CGIL
ASCANIO CELESTINI

Appunti per un film sulla lotta di classe

uno spettacolo di Ascanio Celestini

Musiche Matteo D’Agostino
Violoncello Roberto Boarini
Fisarmonica Gianluca Casadei
Chitarra Matteo D’Agostino

- Appunti per un film sulla lotta di classe -
Non è uno spettacolo, ma è proprio quello che dice il titolo

Mercoledì 4 febbraio alle 21.00 il Teatro Comunale Corsini di Barberino di Mugello ospita ASCANIO CELESTINI una delle figure più eclettiche e di maggiore spessore della scena italiana. Attore, autore teatrale e cantautore, scrittore, ospite fisso di Serena Dandini nel salotto di Rai 3 a Parla con Me, Celestini è considerato uno dei maggiori rappresentanti della seconda generazione del cosiddetto Teatro di Narrazione dove l’attore in scena accompagna il pubblico attraverso racconti-spettacolo frutto di un lungo accurato lavoro di ricerca e raccolta di materiale.

Un teatro fatto di Storia, quella con la S maiuscola, ma soprattutto di storie, piccole e quotidiane, dove la scenografia e i personaggi sono costruiti dalle parole e da una capacità unica di raccontare storie e di emozionare attraverso la sola arte dell’affabulazione.

APPUNTI PER UN FILM SULLA LOTTA DI CLASSE, nasce – come racconta il suo autore – come «un insieme di appunti che ho incominciato a prendere per una storia della lotta di classe oggi. Una volta le persone che appartenevano alle diverse classi sociali avevano anche culture diverse. Il ricco suonava Mozart, il povero ballava il saltarello. Oggi è possibile che sentano entrambi De André o D’Alessio, oggi la differenza è solo nei soldi.
Così ho incominciato a raccogliere storie per capire cosa è rimasto della coscienza e dell’identità nell’appartenenza a una classe e mi è sembrato che in particolare nel lavoro precario si aprisse una vera voragine.»

Accompagnato sul palco da tre musicisti Celestini racconta i sogni e la sofferenze degli operatori dei call center, dei lavoratori precari che attraversano come ombre i muri della società. Come un cantastorie raccoglie i racconti che si intrecciano tra le mura di Atesia e li cadenza grazie alla musica che li rende incalzanti e tristi. Come sempre a far da cornice c’è la sua famiglia, un padre che si stupisce, una madre che pulisce, il fratello deficiente come Pancotti Maurizio.
«Da Gaber a De Andrè senza dimenticare Rino Gaetano, Ascanio Celestini sembra raccogliere sulle sue strette spalle l’eredità dei grandi che con musica e parole hanno portato in paradiso una classe» (Andrea Monti)

 

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